1 dicembre 2018, “Roma non sta a guardare”: Cgil e associazioni in piazza contro razzismo e disuguaglianze

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“Una di noi, uno di noi. Riconoscersi e ribellarsi contro diseguaglianze mafie e razzismo”. È questo il grande striscione che apre il corteo “Roma non sta a guardare” di Cgil, Anpi, Arci, Movimenti per la casa, Libera e tante altre sigle della galassia della sinistra sociale che è appena partito da piazza della Repubblica e che, percorrendo via Cavour e Fori Imperiali, arriverà a piazza Madonna di Loreto, proprio sotto Campidoglio e Altare della Patria.

Lo slogan è la sintesi del messaggio che questa manifestazione vuole dare: “Mettere insieme tanti mondi diversi degli ultime e dei penultimi che invece di farsi la guerra si mettono insieme per rivendicare i proprio diritti”, dicono gli organizzatori.

E a ribadire il concetto al microfono dal camion che scandisce il ritmo di marcia del corteo c’è Giuseppe De Marzo di Libera che come un mantra ripete l’appello della manifestazione: “Sei un fioraio egiziano che si spacca la schiena per portare a casa 600 euro al mese e, un giorno qualunque, vieni aggredito solo per il colore della tua pelle? Sei uno di noi. Sei una madre costretta a occupare un bene pubblico dismesso perché sei in attesa da anni di una casa popolare? Sei una di noi…”. E l’elenco va avanti a lungo.

Paolo Di Vetta, dei movimenti per la casa, sostiene che: “In piazza ci sono gli esclusi e le escluse da un welfare inesistente: i lavoratori precari, gli immigrati, gli inquilini sotto sfratto e le persone comuni in emergenza abitativa”. E il militante sottolinea anche un altro aspetto: “Per la prima volta il sindacalismo confederale quello della Cgil è qui con noi a manifestare”. E tra le tante rivendicazione, il diritto all’abitare è certamente quello più legato alla città e alle politiche sociale del Campidoglio: “Chiediamo alla Sindaca di avere attenzione e rispetto su questi temi”, dice Di Vetta che chiede che Raggi faccia salire in Campidoglio una delegazione degli organizzatori della manifestazione “per discutere della situazione sociale in città”.

A sventolare sparse ci sono le bandiere tricolori con lo stemma dell’Anpi, quelle della Pace, di stop sgomberi, di Cgil e Rifondazione, mentre ad alternarsi agli interventi, dalle casse sul camion si diffonde musica ska e tutto il repertorio delle manifestazioni dei movimenti nella Capitale: da ‘Roma meticcia’ a ‘Contessa’.

E se gli striscioni nei diversi spezzoni del corteo riprendono i tre temi della manifestazione (‘Le case di stanno perché non ce le danno’, ‘Roma accogliente, solidale e antirazzista’ e “La mafia ci vuole più deboli e divisi’), il più originale e colorato è una provocazione a una recente battaglia del ministro degli Interni Matteo Salvini: “Legittima difesa con ogni mezzo necessario”, si legge in blu, verde e rosa su sfondo bianco. Ma la difesa “Legittima” per chi manifesta non è quella che intende Salvini, ma quella da “Mafia, razzismo e sfratti”.

In piazza anche una parte della politica capitolina, il presidente del Municipio VIII, Amedeo Ciaccheri. Il corteo “Roma non sta a guardare” è arrivato in piazza Madonna di Loreto, dove da un palco si alternano gli interventi degli organizzatori (Cgil, Anpi, casa delle donne, Libera, movimenti per il diritto all’abitare, ecc). Tante le dichiarazioni contro il decreto sicurezza e immigrazione e a supporto del modello Riace.

Tra gli interventi anche quello della partigiana Tina Costa che ha detto: “Dobbiamo essere uniti tutti insieme per riprenderci quello che ci hanno rubato. Contro le ingiustizie e contro questo governo. Mettiamoci tutti insieme come fecero i partigiani, non dimentichiamo le lotte che abbiamo fatto per la pace, la democrazia, la libertà e il socialismo”. La partigiana dopo aver citato con sdegno il caso dell’esclusione di alcuni bambini dal servizio di refezione scolastica a Lodi, ha tirato una stoccata all’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi: “L’uomo che voleva governare da solo questo paese ha preso una bella scornata”.  “Abbiamo messo insieme lavoratori, studenti, movimenti per la casa e associazioni contro le mafie. Non è stato un miracolo abbiamo solo ripreso in mano la nostra costituzione e ricordato che senza i diritti sociali si torna il fascismo. Abbiamo visto immagini squalificanti di ministri a cavallo di ruspe per distruggere, ma cosa fa Salvini per costruire un asilo, un alloggio popolare?

Distruggere è facile, costruire è complicato”. Cosi il segretario generale della Cgil di Roma e Lazio Michele Azzola intervenendo dal palco della manifestazione “Roma non sta a guardare” in piazza Madonna di Loreto.
“Il miracolo che abbiamo iniziato oggi – ha proseguito Azzola – dobbiamo provare a portarlo avanti. Sin dai prossimi giorni dobbiamo mettere in piedi una consulta sociale che ci aiuti a riconoscerci. Il problema non è il razzismo, ma ridate i diritti che sono stati tolti negli ultimi 20 anni”.

“Le mafie traggono grande vantaggio dalle diseguaglianze e dalla povertà perché così hanno di fronte persone più ricattabili e nei territori riescono a dare lavoro e giustizia sociale. Quelle cose che il governo di questa città e di questo paese non garantiscono più. Le mafie si sconfiggono con le politiche sociali: garantendo il diritto all’abitare, garantendo quegli spazi e quelle organizzazioni che contrastano le mafie tutti i giorni. Invece in questa città assistiamo ad una aggressione continua: agli spazi delle donne, alle famiglie che per morosità incolpevole sono costrette ad occupare”. Così dal palco finale della manifestazione “Roma non sta a guardare” in piazza Madonna di Loreto Giuseppe De Marzo di Libera. De Marzo ha poi aggiunto: “La Sindaca Raggi deve ascoltare questa piazza e smettere di dare dati sbagliati alla stampa. Anche quest’anno nel bilancio del comune ci sono stati tagli: politiche sociali e famiglia – 7 per cento, interventi per gli asilo nido -4 per cento, interventi per gli anziani -22, interventi per soggetti a rischio esclusione sociale – 8 per cento, interventi per il diritto alla casa – 10 per cento. Le ragioni per cui essere in piazza sono tutte in questi dati”.

1 dicembre 2018

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