Slc Cgil: abolire canone Rai è un danno al servizio pubblico radiotelevisivo

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“Abolire il canone Rai è un inganno che danneggia il servizio pubblico radiotelevisivo”. È quanto sostiene Carlo Podda, segretario generale della Slc Cgil di Roma e del Lazio, in una nota, in cui boccia senza appello il disegno di legge presentato da Gianluigi Paragone e Maria Laura Paxia del Movimento 5S ritenuto “l’ennesimo abuso di potere esercitato da alcuni politici ai danni della Rai”.

“Abolire il canone, il più basso fra tutti i paesi europei significa indebolire l’industria culturale italiana a vantaggio dei soli interessi degli investitori privati e ledere i principi cardine di una governance pubblica: indipendenza, trasparenza, sostenibilità. Rigettiamo l’ipotesi che la Rai possa essere messa alla pari di un’emittente privata, i cui criteri di gestione ubbidiscono a logiche meramente commerciali che definiscono la programmazione in base agli incassi pubblicitari, ma ancor più condanniamo l’uso dell’azienda di servizio pubblico radiotelevisivo quale terreno di battaglia politica a meri fini elettorali.

“L’inganno dell’abolizione del canone Rai si tradurrebbe in una penalizzazione e in un oggettivo impoverimento per tutta l’utenza e per l’intero paese, ancor più se si guarda ai servizi di pubblica utilità, ai diversamente abili, all’informazione. Solo il finanziamento pubblico può assicurare l’esistenza di un reale servizio pubblico”.

24 luglio 2019

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