Appalti logistica, Filt Cgil: illegalità e sfruttamento denunciati dal 2000

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“In merito a quanto emerso nel corso della trasmissione ‘Report’ andata in onda ieri con oggetto il sistema degli appalti e delle cooperative all’interno del mondo della logistica, teniamo a precisare che nella propria azione rivendicativa la Filt Cgil si ispira quotidianamente alla difesa e alla tutela dei lavoratori e delle lavoratrici, soprattutto nel settore della logistica attraversato da fenomeni continui di sfruttamento e illegalità”. Lo dice, in una nota, la Filt Cgil di Roma e del Lazio.

“Agiamo rivendicando sempre e comunque dignità e diritti per quei lavoratori, in un sistema che crea emarginazione e solitudine le cui dinamiche padronali rispondono a logiche ricattatorie, tutto questo in assenza di un ruolo di controllo da parte delle istituzioni.
Fenomeni di illegalità e sfruttamento che la nostra organizzazione ha sempre denunciato sin dagli inizi degli anni 2000”.
“Abbiamo più volte posto all’attenzione dell’opinione pubblica le condizioni di lavoro cui quotidianamente sono sottoposti questi lavoratori. Noi per primi abbiamo coinvolto la stampa e la televisione nei luoghi di lavoro della logistica a partire proprio dal sito PAC 2000 di Fiano Romano, oggetto del servizio di ieri.
La nostra attività continua di tutela e denuncia ha prodotto in molti casi la piena applicazione del contratto in tutte le sue diverse parti, a seconda della natura societaria”.

“Siamo consapevoli che c’è ancora molto da fare e ben vengano le serie inchieste giornalistiche quando hanno come obiettivo la denuncia di fenomeni di illegalità, anche perché queste possono essere di supporto e aiuto all’azione solitaria che in tutti questi anni abbiamo portato avanti”.

“Nell’esprimere piena solidarietà ai lavoratori licenziati coinvolti nel servizio e comprendendone lo sconforto e le difficoltà che stanno vivendo, teniamo a evidenziare che i lavoratori e le lavoratrici si iscrivono alla nostra organizzazione per scelta e in piena e totale autonomia e che nel caso di specie il lavoratore si è iscritto alla Filt due anni dopo la sua assunzione.
Precisiamo inoltre che la validità di una conciliazione sindacale prevede l’assunzione da parte della stessa di un mandato di rappresentanza conferito dal lavoratore all’organizzazione dalla quale intende farsi rappresentare”.
“Nonostante l’azione conflittuale e strumentale posta in essere da altre sigle sindacali, spesso non di merito, i lavoratori stessi preso atto del lavoro da noi svolto, sempre nel merito, a tutela dell’occupazione, del reddito e dei diritti, hanno riconfermato negli anni, tramite le nostre rappresentanze sindacali costituite in azienda, l’adesione, libera e volontaria alla nostra organizzazione.
La nostra azione sindacale continua, l’obiettivo che ci poniamo è quello di superare il sistema degli appalti al massimo ribasso e conferito a cooperative che non rispettano i valori stessi della cooperazione”.
“Riteniamo che l’attuale sistema delle terziarizzazioni sia uno dei tanti fallimenti di questo paese specie sul tema dei diritti e della dignità dei lavoratori e del lavoro perché finalizzato alla sola compressione del costo del lavoro senza un reale efficientamento del sistema produttivo e vantaggio per la collettività”.
“Rivendichiamo le innumerevoli denunce effettuate presso gli uffici dell’ispettorato del lavoro, tese a evidenziare lo stato di illegalità perenne del settore e di abbandono dei lavoratori, denunce che purtroppo non hanno mai avuto esito anche a causa della voluta riduzione delle risorse a disposizione del sistema ispettivo italiano. Siamo sempre disponibili al confronto e al dialogo con chiunque, nel merito e non strumentalmente, per contribuire a risolvere i problemi e superare le criticità esistenti”.
15 maggio 2018

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