Roma Metropolitane, lavoratori in Campidoglio

Tornano in piazza i lavoratori di Roma Metropolitane, oggi al terzo giorno di sciopero con interruzione del servizio, per protestare contro il possibile blocco degli stipendi di febbraio e marzo. 

‘Diritto al lavoro’ e ‘Giunta Raggi: forte con i deboli e debole con i forti’ è quanto i lavoratori hanno scritto su striscioni e cartelli che hanno appesi al collo.
Con tamburi, fischietti e bandiere delle tre sigle sindacali che appoggiano la protesta, Cgil Cisl e Uil, i lavoratori in piazza del Campidoglio, circa una cinquantina, hanno urlato verso Palazzo Senatorio: “Lavoro, diritti, dignità” e “Rispetto, rispetto”.

“Oggi siamo in piazza del Campidoglio per chiedere un incontro all’assessore al Bilancio di Roma Andrea Mazzillo, perché ieri c’è stata assemblea dei soci in cui si doveva sciogliere sia il nodo Salini, sia quello relativo alla sospensione dei pagamenti per i quadri economici del 2015 e 2016”, spiega Irene Simoncelli della Uil trasporti.
Nodo, relativo al pagamento di 10,8 milioni di euro che Roma Metropolitane deve a Salini per una causa persa e che ha fatto scattare il pignoramento dei conti di Roma Metropolitane, e che ieri non è stato sciolto.
“Ieri era presente l’assessore alla Mobilità di Roma Linda Meleo all’assemblea dei soci, che si è conclusa con un nulla di fatto perché, ci è stato comunicato, la delibera prodotta e che sbloccherebbe i 10,8 milioni della causa con Salini, è al vaglio dell’Oref e quindi l’assemblea è rinviata a lunedì pomeriggio alle 15” prosegue Simoncelli.
Data in cui, qualora non fossero arrivate rassicurazioni dall’amministrazione capitolina “è prevista, in concomitanza con la prossima assemblea dei soci, una nuova manifestazione”, sottolinea Simoncelli. I 10,8 milioni dovuti a Salini dovranno essere inseriti dal Campidoglio in Bilancio.
“L’assessore Mazzillo sapeva da settembre dei 10,8 milioni che Roma Metropolitane deve a Salini, ma non li ha inseriti in bilancio. Oggi quindi chiediamo un incontro a lui” ha concluso Simoncelli.

Il rischio ad oggi è che non vengano erogati gli stipendi di febbraio e marzo di circa 170 lavoratori, circa 164 dipendenti e alcuni dirigenti.

“Il motivo urgentissimo” della protesta odierna “è la delibera che il socio unico, Roma Capitale, deve fare per trovare i fondi per sanare la situazione Salini. Roma Metropolitane ha i compiti di alta sorveglianza della Metro C e del collaudo delle opere che si realizzano. Quindi se si bloccano i conti correnti si bloccano i lavori della metro C – chiarisce Fulvio Corbo della Filt Cgil – L’altra richiesta è di chiarire definitivamente qual è il rapporto tra il socio unico che è Roma Capitale e la società Roma Metropolitane. È chiaro che una società sopravvive se c’è una corresponsione di corrispettivi economici in base al lavoro che si svolge. È una vecchia questione che si trascina da tre anni, mai risolta dal comune”.
Ad oggi oltre al rischio di un blocco degli stipendi per Corbo “ci potrebbe essere una rincorsa da parte degli altri creditori a fare un’ingiunzione di pagamento e a bloccare di conseguenza l’attività della società”.
(Fonte Omniroma)
28 febbraio 2017