Coronavirus: Landini, atto responsabilità chiudere attività non essenziali

Maurizio Landini al XVIII Congresso nazionale della CGIL, Bari 22 gennaio 2019. ANSA / UFFICIO STAMPA CGIL ++NO SALES, EDITORIAL USE ONLY++

“La Cgil, come finora ha sempre fatto, chiede al Governo un ulteriore atto di responsabilità per evitare che la paura della gente si trasformi in rabbia: vanno sospese tutte le attività che non sono essenziali”. Così il segretario generale della Cgil Maurizio Landini al termine della videoconferenza che si è tenuta questa sera tra Governo, sindacati e imprese.

“Serve un provvedimento del Governo che stabilisca quali attività possano essere sospese. In quelle essenziali – sottolinea il leader della Cgil – vanno garantite le norme di sicurezza e i dispositivi di protezione individuale, come previsto nel protocollo firmato la settimana scorsa da Governo e parti sociali. Inoltre, vanno date risposte, certezze e indicazioni a chi lavora per garantire i servizi essenziali a tutti noi”.

Per Landini “il Governo deve fare una norma generale per tutto il Paese per combattere il virus e salvaguardare la salute di tutti. Contemporaneamente si devono rafforzare le misure a sostegno delle imprese in modo particolare garantendo la necessaria liquidità”.

“Si deve pensare anche – aggiunge il segretario generale – a come dare forza ai nostri settori strategici attraverso un fondo nazionale che possa sostenere le filiere fondamentali del paese. Deve passare il messaggio che tutto ciò che facciamo è finalizzato a vincere la guerra contro il Covid-19 e a costruire il futuro, del nostro Paese. Dobbiamo valorizzare il lavoro a distanza e garantire la sicurezza in tutti i luoghi di lavoro. E soprattutto – prosegue –  dobbiamo oggi essere in sintonia con il sentire della gente. È nostro compito non lasciare solo nessuno”.

‪”Questo significa che le misure devono essere prese su tutto il territorio nazionale perché – conclude Landini – dobbiamo evitare che la situazione peggiori anche nelle zone dove le condizioni sembrano oggi meno preoccupanti”.

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