Lottare contro la discriminazione. I diritti dei lavoratori LGBTQI*

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Lottare contro la discriminazione. I diritti dei lavoratori LGBTQI* è il titolo del corso di formazione organizzato dall’ente di formazione ETUI insieme alla Confederazione Europea dei Sindacati (CES/ETUC) svoltosi a Bruxelles, dal 21 al 23 febbraio scorso.
Questo training, ha visto la partecipazione di oltre 20 organizzazioni sindacali europee impegnate nella lotta alle discriminazioni nei confronti dei lavoratori LGBTQI (Lesbian, gay, bisexual, transgender, queer, intersex).
Legislazione europea e degli Stati membri; scambio delle buone pratiche nella contrattazione collettiva e lavori di gruppo per individuare strategie da mettere in campo collegialmente in un prossimo futuro.
I responsabili degli Uffici Nuovi Diritti di Cagliari e di Roma, hanno partecipato al corso in rappresentanza della CGIL.

Traduzione in italiano dell’intervista di Diana Agostinello, responsabile dell’Ufficio Nuovi Diritti della Cgil di Roma e del Lazio, a Thiébaut Weber, Segretario confederale CES/ETUC

Diana Agostinello:
Siamo qui a Bruxelles insieme a Thiébaut Weber, segretario confederale della CES per un  corso di formazione organizzato dall’ETUI dal titolo “Lottare contro la discriminazione. I diritti dei lavoratori LGBTQI*”.
La Confederazione Europea dei Sindacati ha deciso di organizzare questo corso dopo molti anni. Può spiegarcene le ragioni?

Thiébaut Weber:
“Insieme alla CES abbiamo deciso di rilanciare le dinamiche sindacali della nostra rete sulle questioni LGBTQI*, per rilanciare le strategie sindacali europee contro le discriminazioni, perché a nostro parere la crisi è stata un motore forte di accrescimento delle diseguaglianze, se guardiamo il rapporto 2015 che è stato pubblicato a livello europeo.
In questi ultimi anni, gli atteggiamenti discriminatori sono aumentati e i cittadini europei ne risentono. Per questo pensiamo sia urgente che ci sia una risposta sindacale e una risposta europea anche, per rilanciare una vera strategia contro le discriminazioni, perché l’Europa deve ritornare in prima linea nella lotta alle discriminazioni in Europa.”

Diana Agostinello:
In effetti, mi sembra che questo corso sia un primo appuntamento formativo. Un nuovo inizio.

Thiébaut Weber:
Sì. Perché questo corso, innanzitutto si tratta di una sfida per i colleghi provenienti da tutta Europa, per condividere le esperienze comprese le buone pratiche che per esempio in Italia sono rappresentate dagli accordi e dalla contrattazione aziendale che prevedono in alcuni casi, il riconoscimento dei diritti del partner a prescindere dal suo stato civile, nel caso di aiuti sociali aziendali per esempio.
Allo stesso tempo dobbiamo pensare a una strategia europea dei sindacati per condizionare le istituzioni europee, il Consiglio europeo e gli Stati membri, affinché le leggi che oggi sono bloccate dalle istituzioni europee, possano un domani essere rispettate sul posto di lavoro ma anche fuori i posti di lavoro. Questa è la sfida che abbiamo, rilanciare il dibattito intorno all’art.13 della Direttiva  2000/78/CE del Consiglio, del 27 novembre 2000, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, che tratta delle discriminazioni anche al di fuori del posto di lavoro che deve diventare una legislazione moderna che mette in pratica la lotta contro ogni forma di discriminazione.