Roma, allarme Cgil: boom isee per avere bonus, aumentano i poveri. Ecco le nostre proposte a Regione e Comuni

(DIRE) Roma, 8 nov. – Aumentano i poveri a Roma e nella Città Metropolitana. Ed è alto il rischio che nello stato di indigenza finiscano altre decine di migliaia di persone perché si trovano in una situazione economica tale da essere troppo ‘ricche’ per potere accedere ai vari bonus statali, regionali e comunali ma troppo ‘povere’ per fronteggiare il caro vita.

L’allarme lo fa risuonare la Cgil di Roma e del Lazio dopo avere elaborato i dati dell’Osservatorio Inps sulle richieste di Isee (l’indicatore della situazione economica equivalente) avanzate dai cittadini della Capitale e dei comuni della provincia dal 2016 al 2021. Un vero boom, specie negli ultimi due anni, per potere accedere ai vari bonus ‘offerti’ dal governo per combattere prima le conseguenze economiche derivanti dal Covid e più di recente quelle legate al carovita.

‘Abbiamo voluto capire quante persone avevano usufruito lo scorso anno dei vantaggi offerti dal Governo, attraverso la misura dello sconto in bolletta, a tutti coloro che avevano un Isee fino a 12mila euro- ha spiegato all’agenzia Dire Natale Di Cola, segretario della Cgil di Roma e Lazio- L’anno scorso a Roma e Provincia, sulla base della richiesta dell’Isee per usufruire del bonus energia, sono stati identificati 641.517 nuclei familiari. Considerando che una famiglia italiana in media è composta da 2,3 persone, si tratta di un campione di quasi 2 milioni di unità’.

Un dato ‘preoccupante perché questa crescita del 58% (rispetto al 2016) di attestazioni Isee è il sintomo sia di un peggioramento complessivo delle condizioni economiche delle famiglie che dell’emersione della condizione stessa dei nuclei, legata all’introduzione di misure di sostegno al reddito’, ha spiegato Di Cola.

Nel 2021 i nuclei familiari di Roma e Provincia beneficiari dello sconto in bolletta e con Isee di 12mila euro sono cresciuti del 76,5% rispetto al 2016: da 222mila a più di 392mila. Inoltre, negli ultimi 5 anni, sono pressoché raddoppiati (+94%, da 41mila a 81mila) i nuclei con Isee pari a 0, e quindi beneficiari di qualunque sostegno, è diminuita la fascia Isee più alta, mentre sono aumentate i nuclei nelle fasce 12.000-25.000 mila euro e 0-12mila euro, rispettivamente del 34% (da 101mila nuclei a 136mila) e del 76%.

‘Questo significa che le persone a Roma e Provincia si stanno impoverendo e questa emersione è avvenuta attraverso le misure di sostegno attuate sia dal governo centrale che quelli regionali o locali’, ha sentenziato Di Cola prima di spiegare che questo fenomeno rischia pericolosamente di allargarsi, perché la fascia Isee (12mila euro) stabilita per potere avere accesso a gran parte delle misure di sostegno è troppo bassa e andrebbe alzata. ‘Ci sono 136mila nuclei familiari, cioé circa 300mila persone, che denunciano un Isee di 25mila euro, una quota che li rende troppo ‘ricchi’ per avere accesso ai bonus ma allo stesso tempo ‘poveri’ per affrontare l’emergenza caro vita, non avendo accesso ad alcuna misura di sostegno, come ad esempio il reddito di cittadinanza, quello di inclusione, l’esenzione delle tasse universitarie o il bonus energia a meno che non si tratti di una famiglia numerosa. Queste persone rischiano di scivolare in uno stato di indigenza’.

L’aumento del numero degli isee presentati ‘per noi è una buona notizia- ha continuato Di Cola- perché vuol dire che sono state introdotte misure a sostegno delle famiglie le quali, pur di aggrapparsi a qualunque ancora di salvezza, sono disposte anche a richiedere questo documento; d’altra parte questa impennata ha fatto venire fuori che un isee su due è inferiore a 12mila euro e riguarda 392mila nuclei familiari a Roma e Provincia. Sono numeri drammatici’.

Ai quali ne vanno aggiunti almeno altri due per avere una fotografia completa della situazione in cui versano tante famiglie di Roma e della sua Città Metropolitana: ‘L’80% non sa se supererà questa crisi e una famiglia su quattro ha già un saldo negativo negli ultimi 12 mesi: questo significa che ad oggi, per pagare le bollette, spende più di quello che incassa e quindi o attinge ai risparmi o chiede prestiti, anche finendo nel giro dell’usura’.

E il peggio deve ancora venire: ‘Tra febbraio e marzo ci aspettiamo il culmine di questa crisi, perché le misure attuali del governo centrale e di quelli territoriali sono insufficienti a fronteggiare l’aumento dei costi energetici, l’inflazione e gli altri aumenti correlati alle esigenze incomprimibili delle persone’. Mentre aumentano persone che cercano l’aiuto delle amministrazioni, non a caso Di Cola ha sottolineato che ‘nel 2022 il numero di Isee presentati a Roma e Provincia sfonderà quota 700mila, visto che a giugno eravamo già a oltre 550mila’.

Da qui la richiesta della Cgil di un pronto intervento da parte della Regione, di Roma Capitale e dei comuni da articolare in due modi: misure di sistema e altre da inserire nei bilanci ‘per fare quadrato contro il carovita’. Intanto l’istituzione di ‘uno sportello pubblico (anche on line) ‘Sos Carovita’ cui un cittadino in difficoltà possa rivolgersi per sapere se può accedere a misure di sostegno- ha proposto Di Cola- Poi, l’attivazione di una centrale operativa contro il Carovita dove le amministrazioni pubbliche e corpi sociali possano discutere, condividere le buone prassi e mettere in campo idee’.

Un po’ sullo schema di quanto avvenuto nella fase acuta della pandemia: ‘Durante il Covid, quando ci fu la gestione dei pacchi alimentari, le amministrazioni chiesero sostegno a tutti i corpi intermedi- ha ricordato Di Cola- Se lavoratore in difficoltà sa che c’è quel determinato sportello che gli dà il pacco questo aiuta a creare una rete territoriale di sostegno e soprattutto nel contempo lo Stato conosce la realtà del territorio. Immaginiamo un’esperienza che metta insieme il volontariato, la cooperazione e i sindacati per potere affrontare i singoli casi, Municipio per Municipio o Comune per Comune’. Poi, le misure in bilancio, guardando soprattutto a chi è fuori dalle fasce Isee che danno diritto agli aiuti: ‘Noi proponiamo che il tetto dei beneficiari salga a 25mila euro- ha detto Di Cola- Bisogna dare risposte a chi sta fuori dalla copertura dell’ombrello nazionale per fare fronte ai beni di prima necessità per queste persone. Ad esempio Roma Capitale potrebbe mettere un tetto a 25mila euro per le esenzioni relative alla Tari, oppure rifinanzia le card per le spese alimentari, piuttosto che un bonus bollette’.

E ancora: ‘La Regione, e i comuni in particolare, devono intervenire perché gli operatori del settore delle utenze siano obbligati a comunicare con congruo preavviso i casi di morosità, in modo da permettere ai Comuni di attivarsi per prendere in carico quei soggetti ed evitare il distacco. La Regione deve mettere in bilancio risorse pubbliche per garantire la rateizzazione delle bollette’.

Sono 13 i punti di intervento sottoposti dalla Cgil: ‘Con una diminuzione del 15% del potere d’acquisto, il ceto medio italiano non può fare fronte a questa perdita se non c’è l’aumento dei salari e il sostegno da parte dello Stato’. Le istanze sindacali hanno sortito un primo risultato in Campidoglio: ‘Siamo stupiti che questo boom di richieste di Isee per accedere a prestazioni sociali non sia l’argomento principale di discussione a Roma- ha detto ancora Di Cola- Mercoledì, dopo ripetute richieste, finalmente si svolgerà una commissione Politiche sociali sul tema ma ci aspettiamo una risposta nei bilanci della Regione, di Roma Capitale e dei comuni del Lazio’.

In una Roma (e Provincia) sempre più povera, intanto i consiglieri capitolini vedono aumentato il loro stipendio: ‘Le priorità del Comune sono altre ma non ci scandalizziamo sull’adeguamento delle indennità dei consiglieri, visto l’impegno che gli viene richiesto- ha concluso Di Cola- Ci aspettiamo un impegno affinché trovino le risorse per affrontare i problemi di tutti i cittadini, soprattutto dei più fragili’.