Jobs Act, Cgil Roma e Lazio: sentenza Corte Costituzionale frutto di una nostra battaglia legale

Giovani della CGIL manifestano sotto Palazzo Chigi contro il Jobs act e il governo Renzi a Roma, 26 novembre 2014. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

“Il legislatore deve adeguare la tutela dei licenziamenti illegittimi nelle piccole imprese è il monito contenuto nella sentenza 183 della Corte Costituzionale.

Questa è una vittoria della Cgil nata da una vertenza della Camera del Lavoro di Roma Centro Ovest Litoranea, che riguardava il licenziamento illegittimo di una dipendente di una piccola impresa con meno di 15 dipendenti e che è stata portata davanti alla Corte Costituzionale affinché verificasse l’adeguatezza della tutela prevista dal jobs act per questi casi.” commenta Donatella Onofri, Segretaria Generale della Cgil di Roma Col.

“La Corte Costituzionale ha ritenuto fondate le rimostranze della lavoratrice, assistita dall’avv. Filippo Aiello della Consulta Giuridica della CGIL, e ha affermato che l’indennità prevista da 3 a 6 mensilità è del tutto inadeguata e non dissuasiva verso il datore di lavoro. Inoltre – continua Onofri – viene stabilito un principio importante che non può essere il solo numero dei dipendenti, in presenza di un’incessante evoluzione della tecnologia e dalla trasformazione dei processi produttivi, l’unico indice rivelatore dell’effettiva forza economica del datore di lavoro.”

“Con questa sentenza si smonta un altro pezzo di una riforma del lavoro che abbiamo contestato sin dall’inizio, che di crescente non ha le tutele ma le solo vittorie in tribunale della Cgil. Il monito della Corte al legislatore per modificare tempestivamente la norma, che si aggiunge a quelli precedenti, rimette in evidenza la necessità di mettere al centro dell’agenda politica l’introduzione di norme per creare lavoro stabile e di qualità” conclude Onofri.

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