Rifiuti: piano straordinario, autosufficienza e trasparenza, ecco proposte Cgil per Roma

Roma, 14 feb – (Agenzia Nova) – Un piano straordinario per il ciclo dei rifiuti, autosufficienza a partire dagli impianti di smaltimento, trasparenza e partecipazione, fino ad un nuovo modello di economia circolare. Sono queste le proposte della Cgil di Roma e del Lazio, illustrate dal segretario Natale Di Cola, durante il convegno “Chiusura del ciclo dei rifiuti a Roma. E’ l’ora delle scelte” organizzato dal sindacato. “Speriamo che l’amministrazione attuale faccia meglio della precedente con un piano dei rifiuti efficiente in piena discontinuità. Noi chiediamo un piano straordinario per nuove assunzione: servono almeno 1.500 persone nel prossimo triennio per assolvere al contratto di servizio, per quello che i cittadini che pagano – ha spiegato Di Cola -. Inoltre, serve una discussione importante per l’implementazione, l’ammodernamento e la messa in sicurezza delle sedi territoriali, dove gli operatori di Ama svolgono la loro attività e dove si apre un confronto con i cittadini. Quindi portare la società nella modernità attraverso l’acquisto di infrastrutture intelligenti e anche avere l’ambizione di creare un piano regolatore dei rifiuti. Occorre mettere l’azienda nelle condizioni di assolvere il contratto di servizio. Poi servono dei tempi certi sull’autosufficienza nel ciclo dei rifiuti, a partire dagli impianti di smaltimento: l’impiantistica deve essere guidata dalla mano pubblica e deve essere sostenibile, scegliendo la massima innovazione possibile”, ha sottolineato il sindacalista.

Per la Cgil di Roma e del Lazio occorre trasparenza sui servizi che vengono svolti: “è necessario che i cittadini sappiano cosa viene fatto con le proprie risorse. La raccolta differenzia deve passare attraverso un rapporto di consultazione con i municipi. Quindi dare un ruolo centrale alle Ama di municipio in raccordo con cittadini e operatori per la definizione dei progetti di sviluppo della raccolta differenziata e del decoro- bilancio sociale di territorio”, ha precisato Di Cola. Infine, per il sindacato serve “gettare le basi per la multiutility della economia circolare costruendo sinergie a 360 gradi (dal modello di raccolta agli impianti ) con tutti i soggetti pubblici che operano nel ciclo dei rifiuti a partire da quelli della Regione – puntando sulla ricerca e lo sviluppo di nuovi materiali e tecnologie – puntando ad impatto ambientale ed energetico 0 – costruendo/gestendo la filiera del riciclo e del riutilizzo”