Donne. Circolo Canottieri Aniene, Cgil: superare regole discriminatorie e anacronistiche

“Al Circolo Canottieri Aniene il tempo si è fermato all’anno di fondazione: il 1892. Ancora oggi, per statuto, nonostante l’ultima modifica risalga al 2019, possono iscriversi solo le persone di sesso maschile maggiorenni e solo i soci per meriti sportivi possono essere di entrambi i sessi, specificando che gli uomini hanno tutti i diritti dei soci effettivi mentre le donne possono solo usufruire della sede e degli impianti ma non partecipare alla vita “democratica” del Circolo.

Le donne non possono né votare, né essere elette. Una situazione stucchevole e paradossale perché il Circolo è affiliato Federazione italiana canottaggio e alla Federazione italiana nuoto, e nonostante il Coni, a cui queste Federazioni fanno riferimento, secondo quanto scritto nel proprio Statuto, ‘detta principi contro l’esclusione, le diseguaglianze, il razzismo e contro le discriminazioni basate sulla nazionalità, il sesso e l’orientamento sessuale e assume e promuove le opportune iniziative contro ogni forma di violenza e discriminazione nello sport.

Il Circolo Aniene, con il suo statuto, è ben oltre che in contrasto con i principi su cui si fonda il Coni, perché le dichiarazione avvenute a mezzo stampa in questi giorni, da parte di autorevoli componenti del Circolo, rimarcano la volontà di non avere alcuna intenzione di mettere mano alle regole nascondendosi dietro la mera difesa della tradizione e della storia. A loro, ricordando che siamo coetanei, perché le prime Camere del Lavoro della Cgil risalgono al 1891, facciamo sommessamente notare che l’adeguarsi ai cambiamenti della società non svalorizza la propria storia e che ci sono consuetudini che è bene lasciarsi alle spalle: fosse diversamente continueremo a far vivere pratiche barbare come il matrimonio riparatore”. Così in una nota la Cgil di Roma e del Lazio.