Protocollo sicurezza festival Sanremo, Sindacati: non tutela operatori

Il Protocollo previsto per lo svolgimento del Festival di Sanremo non rispetta le misure di sicurezza per la tutela del lavoro. Lo scrivono, in una nota, i sindacati Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil, Fnc-Ugl, Snater, Libersind.conf.sal.

Si è svolta oggi la riunione del Comitato territoriale sicurezza di Roma “per discutere il protocollo di sicurezza da attuare a Sanremo. Va prima di tutto sottolineato come l’Azienda sembri non aver compreso come il Comitato sicurezza sia un organismo paritetico nel quale le misure da assumere a tutela della sicurezza sul lavoro vanno discusse e valutate preventivamente prima di essere attuate. Sembra invece che la Rai intenda il Comitato come un luogo nel quale dare informazione delle misure che ha unilateralmente adottato e applicato – spiegano i sindacati -. Nel corso dell’incontro – continua la nota – abbiamo manifestato la volontà di non sottoscrivere il Protocollo previsto per lo svolgimento del Festival in quanto le misure previste non tutelano adeguatamente le lavoratrici e i lavoratori coinvolti. In particolare l’azienda ha, di fatto, deciso di attuare lo stesso Protocollo dello scorso anno, quando non era presente pubblico in sala.

Quest’anno invece il Festival si svolgerà, tenuto conto delle necessità di riprese audio e video, con tutti gli spazi occupati, e un’inevitabile commistione tra pubblico e lavoratori impiegati nell’evento.

Alla richiesta di sapere perché, a differenza di quanto fatto a Terni in occasione del Capodanno, non si è previsto di sottoporre il pubblico al tampone prima dell’accesso in sala, la risposta offerta è stata puramente burocratica – sostengono i sindacati -. I rappresentanti dell’azienda hanno infatti risposto che le norme varate dal Governo non lo prevedono e che la differenza fra Terni e Sanremo è che Terni era un evento a inviti mentre al Festival si accede a pagamento.

Inoltre la Rai non ha preso in considerazione la richiesta di ridurre gli spettatori in sala diminuendo la capienza. Sono evidenti non solo i rischi che le lavoratrici e i lavoratori correranno per la loro salute in queste condizioni, ma anche quelli per lo stesso ordinato svolgimento dell’evento, vista la elevata probabilità che gli operatori Rai e le ditte esterne risultino contagiati data la promiscuità che saranno costretti a vivere. Nei prossimi giorni valuteremo quali iniziative assumere iniziando col segnalare alle autorità competenti l’accaduto”, conclude la nota.