Energia: Azzola (Cgil), transizione e nuovo modello di sviluppo per rilanciare il lavoro

(Agenzia Nova) – La transizione energetica, un nuovo modello di sviluppo, la necessità di investimenti in infrastrutture decisive per il rilancio del territorio, il lavoro e l’ambiente. Questi i temi trattati oggi nel convegno “Civitavecchia oltre il fossile” promossa dalla Cgil di Roma e del Lazio e dalla Cgil Roma nord Civitavecchia Viterbo. All’iniziativa è intervenuto, tra gli altri, il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio Michele Azzola. “Sono due le priorità in questo momento nel Paese e nel mondo. La prima è la necessità di una transizioni energetica, perché i cambiamenti climatici ormai non sono più discutibili, il forte impatto prodotto dai combustibili fossili rischia di mettere a repentaglio il futuro del Paese”, ha detto Azzola. Il secondo tema riguarda l’occupazione: “noi abbiamo la certezza ormai che il vecchio modello di sviluppo che guardava la crescita esponenziale come unico rimedio per creare occupazione, benessere e ricchezza sia fallita – ha aggiunto Azzola -. Da anni che abbiamo un calo dell’occupazione e delle ore lavorate che sta producendo un aumento delle disuguaglianze delle ingiustizie e della povertà relativa ed assoluta, che non è più sostenibile in una società moderna. Su questi temi, dunque, non bisogna fare discussioni ideologiche ma bisogna provare a guardare a quelle che sono le necessità di un territorio e di un Paese”.

Per il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio Michele Azzola, sul territorio di Civitavecchia esistono già due centrali a gas, quindi un investimento per riconvertire Civitavecchia con un’ulteriore centrale a gas non risponde alle due priorità: quella di creare occupazione di qualità e una transizione energetica che riduce il consumo fossile. “Noi – ha sottolineato Azzola – abbiamo la necessità di evitare che in questo Paese le politiche industriali sull’energia vengano lasciate in mano a poche, seppur grandi imprese. Abbiamo bisogno che la politica riprenda il gusto di interrogarsi sui grandi scenari di cambiamento che abbiamo di fronte. Inoltre – secondo Azzola -, serve assumere scelte coraggiose: non si può più fare investimento su forme di produzione energetica che ormai sono datate e che hanno poca vita di fronte, ma bisogna lanciarsi in quella ricerca e studio per l’utilizzo di energie alternative, rinnovabili, l’idrogeno, che saranno il futuro. Quindi, serve iniziare ad implementare la ricerca, ma soprattutto a riconvertire l’apparato industriale per la produzione delle nuove componentistiche, che è fondamentale per creare occupazione”.

“Per questo noi abbiamo sposato il progetto che c’è su Civitavecchia – ha continuato il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio Michele Azzola -, perché risponde alle due priorità: prova a dare una risposta alla transizione energetica green di cui il mondo ha bisogno, ma prova anche a rispondere alla domanda sull’occupazione e sul futuro di cui i giovani hanno bisogno, perché stanno pagando un prezzo altissimo per la crisi del vecchio modello di sviluppo”. Secondo Azzola, per far funzionare la competizione nel rapporto tra pubblico e privato, serve “un privato che inizi ad orientarsi su produzioni del futuro: non si può ritardare sull’innovazione tecnologica. Quindi – ha sottolineato ancora – bisogna riadattare il nostro apparato industriale e produttivo verso quei settori che avranno una prospettiva e un futuro. Il territorio di Civitavecchia sta dimostrando che si può provare a implementare politiche di sviluppo migliori di quelle che abbiamo alle spalle e la a Regione Lazio può essere un soggetto utile per cambiare il modello di sviluppo. Ma la politica deve darci risposte chiare sulla transizione energetica e sull’occupazione”, ha concluso Azzola.