Cgil, Cisl e Uil: Roma e il Lazio ripartono anche con una politica industriale sulle società pubbliche

Cgil, Cisl e Uil: Roma e il Lazio ripartono anche con una politica industriale sulle società pubbliche

Il compito a cui è chiamato il Sindaco Gualteri è complesso ma, secondo Cgil, Cisl e Uil di Roma e Lazio, è l’occasione giusta per avviare una politica industriale, a regia pubblica, su tutto il complesso delle società partecipate. Il primo atto del sindaco, in materia, è stato quello di tenere la delega sulle partecipate. Il secondo ha riguardato la governance delle società. In settimana l’Assemblea capitolina ha licenziato la delibera che prevede nuovi indirizzi per la scelta dei dirigenti.

La riorganizzazione delle società pubbliche di Roma, infatti, investirà i 30 mila lavoratori impiegati in una trentina di aziende capitoline ma anche tutta la filiera dei servizi resi dagli enti pubblici su base regionale. Un processo complesso ma possibile secondo i sindacati territoriali che hanno elaborato un documento unitario che guarda agli asset dell’economia del futuro: innovazione e transizione ecologica. “Ci aspettiamo che tra Comune di Roma e Regione Lazio si crei un rapporto sinergico”, spiega il Segretario Generale della Cgil di Roma e del Lazio, Michele Azzola, interpellato da Agenzia Nova.“Incrementare la qualità dei servizi offerti ai cittadini e creare un’occupazione di qualità dovranno essere le priorità nell’agenda di Comune e Regione”, aggiunge.

Sono tre gli assi su cui si dovrebbe muovere il Campidoglio, secondo la Cgil: “Accorpamento in un unico soggetto, una mini-holding, di tutte le società che svolgono le cosiddette funzioni strumentali, come la riscossione dei tributi o la guardiania dei palazzi pubblici. Creazione di una società, controllata dall’ente regionale, che riunisca Atac, Cotral e Ferrovie dello Stato per gestire la rete del trasporto pubblico locale. Sviluppo di una multiutility dell’economia circolare, che coinvolga principalmente le società pubbliche o a partecipazione pubblica, come Ama e Acea, per la gestione dell’intero ciclo del rifiuto, dalla produzione al riciclo. Il tutto declinato nell’ottica dell’innovazione e della transizione ecologica, dal momento che a Roma abbiamo un’importante presenza di università e centri di ricerca”, racconta Natale Di Cola, Segretario Confederale della Cgil di Roma e Lazio.

I prossimi tavoli tra Campidoglio e sindacato dovranno quindi trovare un punto di sintesi, tenendo conto che la riorganizzazione delle società pubbliche però è necessaria e urgente, perché lo prescrive la norma nazionale, perché serve a ottimizzare le risorse dell’ente comunale.

Già da gennaio, quindi, “si dovrà ragionare” su quanto proposto dai sindacati poiché “si tratta di progetti complicati che vanno implementati da subito. Gennaio dovrà essere il momento in cui programmare il futuro della Capitale e del territorio regionale”, sottolinea Azzola della Cgil.

Il faro di riferimento, per Cgil, Cisl e Uil, però, resta quello della sottoscrizione di un “Patto per il lavoro”.

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