Lavoro, Cgil Roma e Lazio: vera risposta sono piani per territori a disoccupazione zero

“In questi anni abbiamo sempre denunciato l’immobilismo dell’amministrazione capitolina sulle politiche per creare nuova occupazione e sulla mancata gestione delle opportunità che i progetti di utilità collettiva previsti dalla normativa nazionale offrivano. Si è persa un’opportunità per la Capitale”. Così, in una nota, la Cgil di Roma e del Lazio. “In una città dove la trasformazione del mercato del lavoro non è mai stata governata, così come non sono governate le trasformazioni energetica e digitale, – continua la nota – la latitanza della politica ha avuto una conseguenza diretta sul lavoro e sulla crescita delle disuguaglianze attraverso la riduzione delle ore lavorate e la precarietà giovanile”.

“In questo modo si è allargata la forbice nella distribuzione della ricchezza e ampliata l’area di disagio che, espandendosi, riduce la coesione sociale nelle comunità locali. La legge di stabilità e il Pnrr dovrebbero indirizzare la ripresa e migliorare la qualità della vita delle persone, ma assistiamo a una ripresa che non porta occupazione. I dati economici ci indicano un Pil in crescita di una percentuale che non vedevamo da decenni, tuttavia nel mercato del lavoro continua la dinamica del saldo negativo nel tasso di sostituzione dei contratti a tempo indeterminato”, continua la nota. Inoltre, se confrontiamo i dati del primo semestre del 2021 con il primo semestre 2019, anno pre Covid, osserviamo che il numero dei contratti totali stipulati nel 2021 sono sensibilmente inferiori al 2019. Sulla base di queste considerazione abbiamo inutilmente chiesto al Comune di Roma di incontrarci sui Può (Progetti Utili alla Collettività), per tentare di affrontare e governare le possibili degenerazioni di uno strumento regolamentato, dal nostro punto di vista, ‘a maglie larghe’ “.

“La precedente giunta non ha mai avviato la discussione e i scarsi risultati, come evidenzia oggi la stampa, sono sotto gli occhi di tutti. Ci aspettiamo che la nuova giunta anche su questo tema produca una profonda discontinuità. Non si può indugiare: siamo convinti che la prospettiva per i percettori del reddito non possano essere i Puc ma si debba puntare, come avviene in importanti realtà europee, su esperienze che stanno dando risultati nel contrasto alla dilagante povertà e alla mancanza di lavoro. Insieme a Cisl e Uil abbiamo avanzato una serie di proposte e pensiamo che la vera risposta siano i territori a disoccupazione zero, cioè progetti che partono dalle realtà locali per costruire le condizioni per la creazione di nuova occupazione. La città di Parigi ha annunciato che vuole adottare il modello dei territori a disoccupazione zero, e lo stesso sindaco Gualtieri nel suo programma elettorale ha inserito di voler elaborare piani d’azione per i territori a disoccupazione zero. Non possiamo più perdere tempo, dobbiamo invertire la tendenza e provare a risollevare socialmente ed economicamente la città di Roma. Il Comune di Roma e la Regione Lazio battano un colpo, ma lo facciano rapidamente. La città non può più aspettare”, conclude Cgil di Roma e Lazio.