Cgil, workers buyout: lavoro deve essere stabile e fare riferimento ai Ccnl

“I dati dei primi sei mesi del 2021 del mercato del lavoro nel Lazio ci segnalano una situazione nella quale, nonostante la tanto ventilata ripresa economica, il numero complessivo delle attivazioni contrattuali è ancora sensibilmente al di sotto lo stesso periodo del 2019, cioè prima della pandemia”. Lo dice la Cgil di Roma e del Lazio.
“Inoltre si riduce ancora il perimetro dei contratti a tempo indeterminato: i contratti terminati non vengono rinnovati o non vengono sostituiti con la stessa tipologia e dunque il numero dei contratti a termine continua a essere di gran lunga la tipologia prevalente”.

“Si tratta però per lo più di contratti di breve durata. L’unica nota positiva che individuiamo risiede nella riduzione, nelle attivazioni dei contratti a tempo indeterminato, della percentuale di part time involontario che passa da una media del 44 per cento ad una media del 37”.

In questo contesto la Regione Lazio ha emesso il bando ‘Workers buyout’ con uno stanziamento di 8 milioni di euro. I contenuti del bando sono interessanti perché si rivolgono alle aziende in crisi e a quelle che decidono di delocalizzare offrendo alle lavoratrici e ai lavoratori dipendenti la possibilità di acquisire o affittare l’azienda, rami d’azienda o complessi di beni e contratti. Le lavoratrici e i lavoratori si dovranno costituire in società cooperative, queste cooperative dovranno essere composte per almeno i 2/3 da ex dipendenti delle aziende e avranno un finanziamento al 100 per cento dei costi ammissibili a tasso zero restituibili in 10 anni. Le società cooperative per ottenere il finanziamento dovranno presentare un progetto di recupero dell’azienda”.
“A nostro avviso questa potrebbe essere questa una delle leve per governare le trasformazioni, ma per essere veramente efficace si dovrebbe rendere immediatamente operativa Lazio Invest, la struttura già deliberata dalla Regione ma ancora non operativa e su cui lamentiamo un colpevole ritardo, per prendere in carico queste aziende e guidare le società cooperative in un processo di riorganizzazione e/o ristrutturazione. Infine, per essere uno strumento di crescita, ai dipendenti di queste nuove società cooperative devono essere applicati i Ccnl la cui tipologia deve essere stabile“.
6 ottobre 2021