Roma Metropolitane, Cgil, Cisl e Uil: no a smantellamenti o fusioni. Serve un nuovo contratto di servizio

Abbiamo appreso che il Collegio Sindacale di Roma Metropolitane ha chiesto al liquidatore della Partecipata di constatarne lo stato di insolvenza, nonostante siano stati predisposti pagamenti per alcuni lavori svolti. Tutto questo avviene a meno di 7 giorni dalle elezioni comunali e non può che essere considerato un atto strumentale appositamente organizzato per mettere in difficoltà i lavoratori e compromettere la funzionalità dell’azienda stessa, dal momento che nulla è cambiato tra il 27 luglio e il 27 settembre”. Così, in una nota, la Cgil di Roma e del Lazio, la Cisl di Roma Capitale Rieti, la Uil del Lazio, insieme a Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti.

Il liquidatore ha infatti comunicato che non potrà procedere al pagamento degli stipendi, peraltro già ridotti visto che da febbraio tutto il personale della società è in cassa integrazione con punte fino al 100%. Nonostante sia stata più volte sollecitata, l’INPS non si e’ ancora espressa sull’argomento e non si hanno dunque certezze sui pagamenti da parte dell’istituto”.

Questa risulta essere l’ultima grave azione della gestione della Partecipata da parte del socio unico, ovvero il Comune di Roma, che prima ha messo in liquidazione l’azienda per ‘risanarla’ e poi ha proposto la fusione per incorporazione nell’agenzia Roma Servizi per la Mobilità, operazione che avrebbe messo seriamente in pericolo entrambe le aziende e che è stata bloccata il 17 agosto scorso, grazie alla bocciatura del piano di razionalizzazione delle Partecipate da parte di tutte le opposizioni. E’ stato così respinto il tentativo della Giunta di orientare il futuro assetto delle Partecipate di Roma Capitale dopo cinque anni di gestione fallimentare, come esplicitamente descritto dalla Corte dei Conti nella delibera n. 47/2021/GEST”.

“Oggi, nonostante la netta opposizione della maggior parte dei componenti dell’Assemblea Capitolina, di maggioranza e di opposizione, si apprende che la Sindaca intende riproporre lo stesso piano con le stesse modalità all’interno dell’approvazione del bilancio consolidato del Comune di Roma. Roma Metropolitane non ha bisogno di fusioni o smantellamenti ma di un nuovo contratto di servizio, o almeno di un piano delle commesse future formalizzato dal socio unico, per poter formulare un proprio serio e adeguato piano di risanamento, dal quale dipende, secondo normativa vigente, la vera e propria ricapitalizzazione della società.

Il contratto di servizio è scaduto il 31 dicembre 2020 e Roma Metropolitane, stante lo stato di liquidazione, non avrebbe potuto impegnarsi in nuove attività, ma svolgere solo le commesse attinenti al contratto stesso. Ciò non ha impedito all’attuale management di presentare progetti per chiedere fondi al ministero lasciando indietro le attività contrattualizzate ancora da svolgere”.

“Il sindacato, sempre in prima linea nella difesa dei lavoratori e dei posti di lavoro, ha visto cadere nel vuoto tutte le promesse e gli impegni assunti dall’attuale amministrazione, nell’assenza di ogni rapporto industriale teso a risolvere il grave stato in cui è stata portata la municipalizzata e le altre aziende comunali.

Diffidiamo gli amministratori della società dall’intraprendere qualsivoglia iniziativa finalizzata al fallimento dell’azienda, non solo perché le fatturazioni emesse dimostrano l’infondatezza delle dichiarate carenze finanziarie ma anche alla luce di quanto chiesto dall’ultima assemblea capitolina, ossia di limitare le decisioni alla gestione ordinaria lasciando quelle sul futuro dell’azienda nelle mani del prossimo esecutivo”.

26 settembre 2021