Rom, Cgil: politica di superamento campi non si affida a ruspe

“Una politica di superamento dei campi non si affida alle ruspe e alle minacce. Lo sgombero delle persone di etnia rom del villaggio attrezzato della Barbuta e del campo nomadi della Monachina non ha nessuna reale volontà di ‘superamento dei campi’. Di fatto, pochi hanno i requisiti per ottenere una casa popolare e trovare una casa nel mercato privato. Poco ci vuole a comprendere che per una famiglia rom è un’impresa impossibile”. Lo dice la Cgil di Roma e del Lazio.

 

“I fondi pon metro che avevano una durata settennale ed erano finalizzati al superamento dei campi, con finalità di politiche inclusive, di affrancamento dalle condizioni ghettizzanti e dalla discriminazione diffusa, non hanno migliorato la situazione esistente”.

 

“I frettolosi sgomberi della comunità del La Barbuta, a dieci giorni dal voto amministrativo, nel pieno di una campagna elettorale con la sindaca in apnea di consenso, sembrano dettati dalla speranza di ricostruirsi un improbabile maquillage a discapito di cittadini, vittime costanti di persecuzioni, bersaglio dei peggiori pregiudizi, deboli e in stato di abbandono”.

Le politiche sinora messe in atto non fanno altro che indurre la maggior parte delle famiglie rom ad aggregarsi in altri campi o in aree di parcheggio della città, abusive, prive di servizi, dislocate, sradicandoli dai luoghi dove vivono da anni, vanificando il debole equilibrio faticosamente costruito dopo decenni di convivenza in quei quartieri, interrompendo l’inserimento scolastico dei minori, pregiudicandone le amicizie costruite nelle scuole, interrompendo le relazioni tra genitori delle diverse comunità”.
30 settembre 2021