Infrastrutture, Fillea Cgil-Cgil Roma e Lazio: convegno per il futuro della Capitale

La Fillea Cgil e la Cgil di Roma e Lazio hanno organizzato, questa mattina, un incontro per ragionare sul futuro del settore dell’edilizia, sulla metro C e sulle infrastrutture strategiche per la Capitale. L’iniziativa si è svolta all’interno dell’area del cantiere del Pozzo 3.2 della Metro C Celio.
All’incontro hanno partecipato Angela Abbadessa, presidentessa della Confederazione Italiana Archeologi, Mauro Alessandri, assessore Regionale ai Lavori Pubblici e alla Mobilità, Michele Azzola, segretario generale della Cgil di Roma e Lazio, Pietro Calabrese, assessore alla Città in movimento, Silvano Falocco, economista e presidente della Fondazione Ecosistemi, Maurizio Gentile, commissario della Metro C, Benedetto Truppa, segretario generale della Fillea Cgil di Roma e Lazio e Pietro Salini, amministratore delegato WeBuild e Alessandro Genovesi, segretario generale della Fillea Cgil Nazionale.

Michele Azzola, segretario generale Cgil Roma e Lazio ha spiegato che “forse siamo in dirittura d’arrivo sulla crisi sanitaria che ha devastato il mondo, e che ha portato alla luce tutti i limiti del nostro paese. Ripartire come prima sarebbe un errore strategico perché riconsegneremmo al paese la responsabilità di fare un lungo periodo di declino. Abbiamo ora l’occasione per cambiare strada”.

“Dobbiamo cambiare per evitare che il nostro Paese muoia perché il nostro pianeta sta soffrendo – ha sottolineato Azzola -. Sarebbe giunto il momento di provare a lanciare idea che infrastruttura e tecnologia debba essere accompagnata da eticità dell’opera. Mettere insieme regione, comune, città metropolitana e governo per abbattere l’inquinamento è la vera priorità che dovremmo avere. il tema dell’eticità delle infrastrutture e tecnologia, devono procedere di apri passo con lo sviluppo infrastrutture. il salto deve essere grande, culturale. Questo paese va cambiato profondamente nei fatti, provando a cambiare le cose che negli ultimi anni non hanno funzionato”.

Benedetto Truppa, segretario generale della Fillea Cgil di Roma e Lazio ha aggiunto che “l’iniziativa di oggi prova a mettere al centro la crisi del nostro sistema produttivo, messa ancora più a nudo dalla pandemia, e le azioni che si rendono necessarie per un reale rilancio del sistema. Non possiamo purtroppo omettere in premessa che le istituzioni tutte, a partire dallo Stato e quelle territoriali, hanno agito spesso senza programmazione, come semplici stazioni appaltanti, molte volte anche inefficienti, e nelle loro difficoltà di gestione hanno finito per esternalizzare, facendo prevalere di fatto la precarizzazione, la negazione dei diritti e l’insicurezza dello stesso sistema – ha sottolineato -. L’esatto contrario delle parole d’ordine che abbiamo messo nel nostro striscione: lavoro, diritti, legalità e sicurezza. Serve una nuova politica industriale per le infrastrutture che sia coerente. Le risorse devono servire per investimenti strategici. La Metro C è uno di questi ed è il motivo per cui abbiamo scelto di tenere in questo cantiere la nostra iniziativa”.

Diego Piccoli, segretario generale Fillea Cgil Roma e Lazio ha aggiunto che “abbiamo scelto cantiere Metro C che è un opera simbolica. Una delle opere strategiche finanziate per rilancio nostro paese e perché auspichiamo che su sistema ricostruzione opere ci sia un cambio di passo, non solo nella scelta delle priorità delle opere ma anche nella modalità di realizzazione”.

Pietro Calabrese, assessore ai Trasporti di Roma Capitale ha spiegato che “siamo rimasti indietro anche di un paio di decenni e in alcuni casi di 30 anni. Noi abbiamo avviato un metodo: fare un piano, poi avere un programma, sviluppare dei progetti e arrivare a una gara di appalto. Tutto questo genera una garanzia che pian piano costruisci quello che serve: e cioè lavoro, diritti, legalità e sicurezza. Negli ultimi decenni – ha sottolineato – si è passati da mancanza di panificazione a emergenza continua e costante. Emergenza che ci ha etichettati come Capitale in maniera poco carina. In 5 anni abbiamo aumentato il bilancio di Roma Capitale, un aumento di un quinto dovuto al lavoro con la sequenza: piano, programmi, progetti e gara di appalto. Questo ci ha consentito di costruire il muro portante della nostra amministrazione: il bilancio. Roma ha ancora un percorso enorme da fare per arrivare a essere città che offre servizi rispetto al fabbisogno del territorio, ma rispetto alla fase di prima noi siamo già a alla fase della progettazione”, ha concluso
23 giugno 2021