Incidente mortale sul lavoro a Pomezia, Cgil, Cisl e Uil: “il lavoro non può e non deve diventare morte e dolore”

“Ancora un altro morto sul lavoro. Ancora un lavoratore che uscito stamattina da casa non potrà più farvi rientro. Perché il lavoro, diritto inalienabile di ognuno di noi, si è trasformato anche in questo caso in morte e dolore. Non troviamo più le parole per esprimere la nostra sofferenza ma anche la rabbia che tragedie di questo genere suscitano”. Lo dicono i segretari generali di Cgil Roma e Lazio, Cisl Roma Capitale e Rieti, Uil Lazio, Michele Azzola, Carlo Costantini, Alberto Civica

“Non troviamo più le parole per manifestare il senso di impotenza che pervade ognuno di noi davanti all’ennesima cosiddetta morte bianca. Ma non smetteremo mai di lottare perché il lavoro, qualunque e in qualsiasi forma, possa essere un luogo sicuro per ogni cittadino. Lo facciamo attraverso protocolli istituzionali, attraverso la pretesa del rispetto dei contratti nazionali e delle norme di sicurezza, attraverso le richieste costanti, ma non sempre ascoltate, di controllo, di vigilanza e ispezioni possibilmente a sorpresa sui luoghi di lavoro. Alla famiglia e ai colleghi le nostre condoglianze e la nostra profonda vicinanza”.

16 aprile 2021