Cgil, Cisl e Uil in piazza per il Lavoro: Governo ci ascolti o avanti con mobilitazione

Cgil, Cisl e Uil sono tornate oggi a manifestare a Roma per la mobilitazione unitaria “Ripartire dal lavoro” convocata proprio nelle ore in cui il governo è impegnato a elaborare il Piano italiano per utilizzare le risorse che arriveranno dall’Europa grazie al Recovery fund.

“Dobbiamo ripartire dal lavoro. Il Governo deve capire che deve convocare I sindacati perchè dobbiamo tracciare le linee fondamentali per sviluppo diverso di questo paese”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio, Michele Azzola, intervenuto in Piazza del Popolo nel corso della mobilitazione.

“Uno sviluppo – ha sottolineato – che deve essere meno diseguale e che dia prospettive ai giovani che, insieme alle donne hanno pagato il prezzo più alto delle crisi economiche che in questi anni hanno attraversato l’ltalia”.

“La pandemia è stato un evento inedito, nessuno si aspettava una simile tragedia, ma io amo definire il Covid-19 come un pettine che passando fra i capelli del paese Italia ne ha ha fatto emergere tutti i nodi. I problemi che abbiamo oggi non sono figli della pandemia, ma delle scelte sbagliate che negli ultimi venti anni questo paese ha portato avanti, scelte che hanno mortificato il lavoro, che hanno ridotto i diritti, che hanno creato precarietà e insicurezza. Abbiamo bisogno di cambiare questo stato di cose: l’Europa ha messo a disposizione risorse importanti, per la sicurezza dei lavoratori, il Recovery Found, per il Mes e la sanità. Ora dobbiamo riaprire con il Governo un confronto che dica come quelle risorse vengono spese, perchè non possono finire nelle mani dei soliti noti a discapito di un paese che precipita sempre più nel baratro”.

“Abbiamo bisogno di trasformare il paese provando a ridare dignità ai servizi e all’industria, di una politica green, di un governo che si adoperi a produrre i cambiamenti. Abbiamo bisogno di gestire la transazione energetica, di ridare centralità al polo pubblico in tutti i settori, a partire dalla scuola che in questi giorni sta vivendo un dramma, una scuola in cui è stata introdotta ogni forma di precarietà possibile, in cui abbiamo mille graduatorie che non riescono a soddisfare le esigenze, in cui non siamo in grado di garantire insegnanti di sostegno alle famiglie che hanno bambini con problemi di disabilità. Questa non è una scuola degna di un paese civile ed è per questo che il 26 settembre saremo di nuovo in piazza con tutti sindacati e le associazioni perchè dire che la “scuola è al centro” non è parlare per retorica. Servono scelte concrete”.

“Lo stesso discorso vale per la sanità perchè non possiamo passare dalla retorica degli eroi a quella dei fannulloni. Abbiamo bisogno di creare Rsa pubbliche. Occorre poi una legge sulla non autosufficienza, occorre rimettere al centro l’ammodernamento della pubblica amministrazione con un piano di assunzioni che consenta la digitalizzazione al fine di eliminare la burocrazia e creare trasparenza nel sistema”. Abbiamo bisogno di rilanciare i trasporti e le infrastrutture, di rinnovare contratti, di ricostruire le filiere del lavoro e dare prospettive e a garanzie ai giovani”.

18 settembre 2020