Coronavirus: Cgil Lazio, serve sostegno a famiglie che abitano in case affitto

I provvedimenti annunciati ieri dal Governo per aiutare le famiglie in difficoltà con un sostegno attraverso i Comuni per l’acquisto di generi di prima necessità rappresentano un primo passo per affrontare le conseguenze dell’emergenza sanitaria su fasce consistenti di popolazione. Anche nella nostra Regione sono tantissimi quei lavoratori che svolgevano attività estremamente precarie, e che con l’avanzare dell’emergenza hanno perso immediatamente il lavoro e aumentato le loro difficoltà.

Ci sono fasce della popolazione che non potranno essere sostenute nè con gli ammortizzatori sociali nè con le altre misure messe in campo dal governo e che rischiano di sprofondare nell’indigenza.

Ci aspettiamo che i Comuni si attivino subito. In queste settimane il prezioso lavoro del mondo del volontariato ha sopperito in parte a questa emergenza, adesso servono progetti organici che sfruttino le risorse liberate dal Governo e mettano a valore il lavoro svolto fino ad adesso.

Pensiamo però che questi provvedimenti del Governo da soli siano ancora insufficienti. Solo nel Lazio oltre i 290.000 lavoratori che andranno in Cassa integrazione in deroga, ci sono quelli che il lavoro lo hanno perso, gli intermittenti, i precari e un vasto mondo di non censiti, tutti questi soggetti i quali facevano fatica a pagare un affitto che incideva per il 40% sui loro redditi oggi si trovano nella condizione di diventare morosi. Oggi sono stati pubblicati in gazzetta ufficiale i criteri di accesso per ottenere la sospensione del mutuo, una misura importante ma che non copre chi una casa non la ha. Un sostegno concreto va dato anche a chi vive in affitto. In tanti casi i lavoratori in affitto sono gli stessi che il mutuo non lo possono ottenere. Serve uno sforzo che vada in una doppia direzione, una diretta a trovare risorse nei bilanci della regione e dei comuni, l’altra a trovare alleanze per sensibilizzare il Governo nazionale a rifinanziare il fondo per la morosità incolpevole necessario a superare la crisi, nel Lazio erano già 7 mila le persone colpite da uno sfratto prima dell’inizio dell’emergenza.

Ci aspettiamo che i Comuni e la Regione, che ha già annunciato di finanziare i comuni laziali con 20 milioni da utilizzare per buoni spesa, sostengano questa nostra richiesta perché sarebbe imperdonabile lasciare indietro  in questa emergenza migliaia di cittadini che già vivevano in condizioni di difficoltà e che sono stati i primi ad essere espulsi dal mondo del lavoro e saranno gli ultimi e rientrarci.