Cultura. Sit-in degli scontrinisti davanti alla Biblioteca nazionale di Roma

Gli “scontrinisti” si sono dati appuntamento stamattina davanti all’entrata della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma: “non vogliamo che questa battaglia resti solo nostra ma che diventi una lotta di tutti contro il lavoro gratuito e lo sfruttamento”.

Pagati a scontrini, poche centinaia di euro al mese, da più di 14 anni. E da oggi lasciati a casa dopo aver protestato contro queste condizioni di lavoro. E’ quanto sta accadendo alla Biblioteca Nazionale di Roma, dove 22 lavoratori-fantasma hanno indetto una manifestazione per oggi, giovedì 25 maggio, davanti ai cancelli della struttura. Una storia nata anni fa quando l’associazione Avaca, attraverso una convenzione tra il ministero dei Beni culturali e la Biblioteca Nazionale, cominciò a fornire ‘personale volontario’ per coprire i buchi lasciati dal blocco delle assunzioni nella Pubblica amministrazione: nessuna tutela sociale e previdenziale e neanche un vero e proprio compenso per i nuovi lavoratori.

Agli ‘scontrinisti’, costretti a pagare 25 euro all’anno di iscrizione all’associazione per poter lavorare, vengono ancora oggi corrisposti circa 400 euro mensili a titolo di rimborso spese e solo dopo la presentazione di scontrini di tipo alimentare. Eppure queste persone sono inserite nel registro dei turni del personale della Biblioteca per lo svolgimento di diverse mansioni e devono presentare una richiesta di ferie per assentarsi.

Dopo la denuncia pubblica, anche attraverso alcuni programmi televisivi nazionali, la situazione è ulteriormente peggiorata: l’associazione ha mandato ai ‘volontari’ un sms con il quale li invitava a non recarsi più al lavoro. E il Mibact ha deciso di interrompere la convenzione con la Avaca dal prossimo 30 giugno. Il loro lavoro sarà ora sostituito dai volontari del Servizio civile nazionale o da nuovi bandi di volontariato“.

25 maggio 2017

Fonte Dire